Se quello che capita a una famiglia come tante non ti basta, c'e' sempre Google!

venerdì 11 febbraio 2011

1984


TG5 edizione delle 20.00 - mercoledi' 9 febbraio 2011.

Intervista in studio a Pannella. Mette pena, affetto da incomprensibilita' acuta, con quel cartello di sghimbescio per pubblicizzare il proprio sito web appeso al collo, i lunghi capelli nostalgicamente bianchi e nostalgicamente lunghi in una improbabile coda di cavallo da rockettaro. Sostiene Silvio, Pannella, dopo aver digiunato nel silenzio assoluto per secoli difendendo i diritti civili, ora protesta contro gli incivili diritti del Presidente del Consiglio. E dopo aver reclamato inutilmente spazi televisivi, trombato dalla par condicio, eccotelo la', ben cinque minuti in diretta, non se sa che dice, puche' parli e difenda.

TG1 edizione delle 20.00 - giovedi' 10 febbraio 2011

Intervista in studio a Giuliano Ferrara.
Che in risposta al Palasharp, portera' qualche centinaio di figuranti in un teatro di Milano, al grido di "siamo tutti pipparoli" e "anch'io vojo una fetta de culo minorenne". Cita i grandi filosofi del passato, con quella cravatta di lana talmente fuori epoca da farti pensare che non se la sia mai levata da quando girava per gli studi di Mediaset.
Anche lui, ricco del suo 0,0 per cento alle recenti politiche, si appropria di uno spazio di oltre cinque minuti, per dire a tutti che siamo ipocriti a scandalizzarci per le prodezze amatorie del Premier.
La giornalista in studio e' quantomeno imbarazzata, ma je tocca abbozza'.


1984 ve fa' una ricca pippa.

mercoledì 15 dicembre 2010

Er Sermone 2010





Dice sempre mi moje, "Magni troppo"
e dalle torto io non posso certo
e spesso vado a letto co l'intoppo
ma quanno dormo sogno, e me diverto

So' sogni spensierati, a panza piena
indove canto e ballo anche se male
Ma quello c'ho magnato l'artra sera
dev'esse stato proprio assai speciale


'Nfatti sognai la terra che tremava
e dalle crepe usciva la monnezza
mentre la gente fori protestava
contro er governo nella sua interezza

In mezzo ai tafferugli una figura
si faceva notare tra la folla
nell'occhi forse un velo de paura
pure era chiaro: e' uno che nun molla

Sto tipo alto bionno e trasandato
passo' tra i cellerini a viso basso
come se trasparente fosse stato
nisuno che fermasse quel suo passo

Ai piedi aveva sandali di cuoio
un par de jeans sdruciti e 'na majetta
co' sopra scritto "Io d'amore muoio"
la kefia je faceva da sciarpetta

E fu cosi' che arivo' indisturbato
davanti ai banchi de Montecitorio
strano nun c'era manco un posto voto
che invece li' de solito e' un mortorio

Li' sullo scranno in fila era er Governo
riunito co' tutti li capiscioni
ar centro come fosse er Padreterno
com'e' palese c'era Berlusconi

Lui si fermo' e senza si udisse voce
traccio' nell'aria un gesto colle dita
l'indice e il medio uniti a fa' una croce
davanti a quella gente ammutolita

E come nelle fiabbe de li Grimme
indove er Bene vince sempre er Male
Non ebbi manco er tempo de stupimme
e con me tutto quanto lo Stivale

Viddi l'intero gruppo magna magna
svanire come i sordi a fine mese
solo le zinne de Mara Carfagna
rimasero per pochi istanti appese

E pure lui che meno male c'era
scomparve in una nuvola de fumo
puff e de quella infame schiera
nun ce ne rimase che er profumo

Dice che quann'e' notte de Natale
li sogni dei bambini so' realta'
io che bambin non sono e meno male
vojo sperar che il mio s'avverera'